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mercoledì 30 gennaio 2013

Assemblea sul Programma Lucchina Palmarola. Il Municipio ci ripensa

Accolta dal Municipio 19 la nostra proposta di annullamento dell'assemblea sul programma di Trasformazione Urbana Palmarola-Lucchina da tenere all'Eur il 5 febbraio prossimo. > Ecco la risposta

Ed ecco la decisione finale:
"Gentili Signori, 
con riferimento alla nota prot. 8515 del 30.1.13 precedentemente inviata, si comunica, per opportuna conoscenza, che la data dell’assemblea partecipativa avente ad oggetto il Programma di Trasformazione Urbanistica Palmarola-Lucchina è stata spostata al giorno 5.03.2013 alle ore 15.00, presso la Sede del Municipio 19, in Via Mattia Battistini 464.    Distinti saluti, 
Segreteria Presidenza MUNICIPIO 19
Via Mattia Battistini 464 – 00167 Roma 
Tel.  06/69619207-205-202  Fax. 06/69619228  "

sabato 19 gennaio 2013

No all'assemblea all'Eur per parlare della cementificazione della Lucchina


Al Presidente del Municipio XIX Alfredo Milioni
Ai consiglieri del Municipio XIX
All'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Marco Corsini
 
Ai Comitati di Quartiere e alle Associazioni del Municipio XIX
 
Al Dirigente del Dipartimento Urbanistica Arch. Carla Caprioli
 
e per conoscenza:  al Sindaco di Roma  ai Media Locali
sedi via email
In relazione alla nota giunta dalla Segreteria del Municipio XIX che ad ogni buon fine si linka alla presente, chiediamo a tutte le associazioni e comitati di quartiere e, in particolare, al Presidente Alfredo Milioni, di associarsi alla richiesta di annullamento dell'Assemblea partecipata sul Programma di Trasformazione Urbana "Palmarola-Lucchina", indetta per il 5 febbraio alle ore 17 presso il Dipartimento competente di Piazzale Kennedy n. 15.
A sostegno di questa istanza si fanno presente le seguenti ragioni: 
1) La localizzazione di un'assemblea partecipata su un programma di trasformazione urbanistica della zona "Palmarola- Lucchina, che sta nella periferia nord di Roma, non può essere, a nostro avviso, indetta nella lontana periferia opposta della Capitale, qual'è la zona Eur, scoraggiando così l'effettiva partecipazione della comunità direttamente interessata. Non si tratta soltanto di una questione etica, ma di una violazione del principio di buona amministrazione sancito dall'articolo 97 della Carta Costituzionale e della violazione dell'obbligo di promozione della partecipazione in materia ambientale sancito dal "Testo Unico delle leggi sull'Ordinamento degli Enti locali" (D.lgs 267/2000).
E' una contraddizione in termini che riveste, a nostro avviso, anche pregnanza legale, quella di voler ottemperare formalmente a Convenzioni internazionali(Convenzione di Aarhus) e al Regolamento del Comune di Roma (Delibera 57/2008), che prevedono un processo partecipato, scoraggiando poi nei fatti la partecipazione, attraverso un'irrazionale delocalizzazione della sede di assemblea.
Chiediamo a tutti i destinatari della presente di associarsi anzitutto al principio che l'"Assemblea partecipata" che verte sul territorio della zona Lucchina Palmarola non può che essere fatta sul territorio stesso. 
In questo caso, la Sala teatro della Scuola media "Pablo Neruda"  di via Casal del marmo 214 rappresenterebbe la sede assembleare idonea perchè non solo prospiciente l'area soggetta al Programma di Trasformazione Urbana m anche punto di unione dei cittadini dei due quartieri interessati. 
2) Fatta questa richiesta di cambiamento della sede di Assemblea dall'Eur (piazzale Kennedy 15) a via Casal del Marmo 214, per qualsiasi OdG che riguardi la Lucchina e Palmarola, invitiamo i Responsabili del Dipartimento Urbanistica del Campidoglio e il Presidente del Municipio XIX a tener presente e non sottovalutare che la data del 5 febbraio 2013, per la sua vicinanza al momento elettorale di febbraio, rischia di essere, per la delicatezza dei temi trattati, motivo di turbativa delle elezioni stesse.
Il buon senso e la cautela di chi ricopre pubbliche funzioni dovrebbero, a nostro avviso, indurre a posporre almeno di 3 settimane, la data dell'assemblea partecipata.
Confidando di riscontrare attenzione e sensibilità su quanto argomentato sopra, si inviano i migliori saluti

giovedì 17 gennaio 2013

Uso pubblico delle caserme a Roma

Mostra presso la Casa dell'Architettura Piazza Manfredo Fanti 47. Dibattito 24 gennaio ore 16- 19.30. 

Riceviamo e pubblichiamo:

"Vi invio la locandina di una mostra/convegno che si terrà  alla casa dell’Architettura in Roma dal 22 gennaio al primo febbraio sull’uso pubblico delle caserme. Il comitato per l’utilizzo pubblico del forte Trionfale (di cui l’Associazione Sant’Onofrio – Onlus fa parte ), promotore con altri Comitati cittadini di questa manifestazione,  sarebbe felice della vostra partecipazione ed eventualmente dell’appoggio che potete dare alla nostre rivendicazioni.
Cordiali saluti

Giorgio Bernardini
(Presidente Associazione Sant’Onofrio – Onlus)

mercoledì 16 gennaio 2013

"Un ottico" di De Andrè commentata da Silvia Ripà

Un piccolo capolavoro che spalanca la porta ad un immenso universo semantico attraverso numerose chiavi di lettura: trovo la sola interpretazione politica troppo sterile, sebbene l'ambigua figura dell'ottico "spacciatore di lenti" ed esperto artigiano di occhiali su misura possa lasciar trasparire una sottile critica al conformismo sociale. Tuttavia non bisogna dimenticare che il testo originale, quello tratto dall'Antologia di Spoon River che la canzone di De André riprende quasi letteralmente, è prima di tutto un'opera poetica, e come opera poetica vorrei interpretare anche la versione che il cantautore ci ha proposto, che può riassumersi nella frase della prima strofa: "Perché le pupille abituate a copiare, inventino i mondi sui quali guardare". Chi si sia mai cimentato in esercizi di immaginazione ricorda certamente come il nostro pensiero tenda sempre a tornare sui propri passi, ad agganciarsi alle esperienze realmente vissute e a fantasticare su oggetti fin troppo concerti e, in ultima analisi, già visti. Nessuna soluzione per i nostri sofismi quotidiani all'infuori di quelle "possibili", ossia quelle già conosciute e sperimentate. Reputiamo possibile solo ciò di cui abbiamo avuto esperienza diretta, le letture e la cultura agiscono anche in tal senso, aiutando ad estendere la categoria delle "cose viste" e ampliando così la gamma di ciò che riteniamo pensabile, e di conseguenza realizzabile. Invece il testo in questione rappresenta proprio un inno all'impossibilità, una visione artistica e trascendente del concreto! Un'intelligentissima ironia pervade quest'idea quasi onirica del reale; La luce consente la visione effettiva di un "mondo" trasformato però in "giocattolo" dal suo stesso inganno: noi percepiamo esclusivamente la lunghezza d'onda dei raggi solari e ciò che ne deriva è una sorta di bizzarro ologramma, un insieme di rappresentazioni insensate e soggettive a cui attribuiamo interpretazioni e pretese di veridicità, come fanno i bambini con i loro giochi. Il nostro cervello è il padrone della realtà che ci siamo costruiti intorno ed è proprio su questi parametri che l' ottico creerà le apposite lenti, fatte su misura per ristabilire l'omologazione ad una visione standard, sulla base dei nostri personalissimi deficit, che sono ritenuti tali solo in relazione alla maggioranza e al contesto: queste ci consentiranno di crogiolarci nell'illusione di poter afferrare qualcosa di certo e di universalmente credibile. 

Ognuno durante l'ascolto della canzone verrà colpito da strofe diverse a cui darà la propria interpretazione proprio in base alle osservazioni che abbiamo proposto. Quelle che io preferisco sono gli interventi dei primi due clienti:
"Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonti,
l’ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano, cercano, cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia".


L'invito di oggi vuol esser quello di provare a chiudere anche noi ciò che di positivo incontriamo nei nostri occhi, combattere per un progetto, nel nostro caso quella di una cultura libera e accessibile a tutti, a volte significa illudersi..impedire che questa cada "in reti di tramonto" vuol dire in effetti idealizzazione, in quanto il tramonto e il declino, fanno parte della vita stessa e l' alternanza delle vicende, resterà un fatto ineluttabile. Ma proviamo davvero ad astrarre intellettivamente qualcosa di innovativo, tralasciamo le dinamiche che ci hanno tanto usurato e compiamo questo sforzo di immaginazione: se il mondo non è altro che un giocattolo soggettivamente percepito, allora siamo anche liberi di progettare e giocare con l'impossibile, abbracciando l'esaltazione estatica che trasmette l'idea di un pensiero che spazi in modo affatto univoco in un multiverso creativo, dai confini indefinibili ed autodefiniti.



Dr.ssa Silvia Ripà
Ass.ne culturale "Comitato Lucchina e Ottavia"

domenica 13 gennaio 2013

Funivia Urbana a Casalotti, attenti alle strumentalizzazioni elettorali

Nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa venerdì scorso 11 gennaio si è parlato di mobilità urbana. Il tema principale è stato il tema della FR3 ma un esponente dell'associazione Casalottilibera ha parlato di un progetto funivia a Casalotti. In merito riproponiamo un report di un'assemblea tenuta nel quartiere di casalotti il 24 settembre 2011:

Nel 2003 uno studioso e ricercatore, il Prof. Arch. Stefano Panunzi,  incontrò il Sindaco di Roma Veltroni per esporgli, nell'ambito dello sviluppo di una mobilità innovativa ed ecosostenibile, un progetto di funivie urbane orizzontali che ormai stanno prendendo piede in tutto il mondo.
Il sindaco progressista di Roma, Walter Veltroni, si mostrò sensibile alle proposte innovative sui trasporti a fune e si adoperò perchè gli uffici del Piano Regolatore collaborassero con il Prof. Arch. Panunzi e la sua equipe al fine di individuare fattibilità, distanze e i potenziali tracciati. Anni di confronto, di studio e di progetti, avvenuti al riparo da ogni amplificazione mediatica.
Il dialogo tra il Campidoglio e il docente universitario sembrò rompersi quando nel 2007 il sindaco Veltroni, tramite la società convenzionata dei trasporti di Roma Capitale, diede pubblico annuncio del nulla osta per un progetto di funivia urbana di circa 600-700 metri che finora hanno portato al Comune di Roma una decina di milioni di euro di fondi europei . In relazione a tale progetto fu emesso un decreto di esproprio. Il tragitto partirebbe dalla zona metro Magliana per arrivare fino all'altra parte del Tevere, vicino la pista ciclabile. Una localizzazione e un tracciato che, secondo il Prof. Arch. Panunzi, non sarebbero funzionali e adeguate all'esigenze di mobilità dei cittadini. Infatti il progetto alternativo, indicato dall'equipe del docente universitario, individuava come poli della funivia: Magliana Metro e Villa Bonelli, entrambe collegate a due importanti snodi ferroviari. Il progetto pilota del Campidoglio "Magliana - pista ciclabile del lungotevere, sostiene il docente, rischia con il suo possibile fallimento, di far diventare i trasporti a fune come un'opzione di mobilità urbana da scartare.
Con il passaggio delle consegne da Veltroni ad Alemanno tutto "il capitolo funivie urbane" è passato nelle mani di Mauro Cutrufo, che è rimasto vice sindaco con cinque deleghe dal 2008 al 2011 nella giunta Alemanno. Dopo le dimissioni di Cutrufo, non si sa ancora se questo progetto di funivia, già approvato e sottoscritto all'epoca di Veltroni, sia ancora in attesa di un nulla osta della Soprintendenza oppure sarà realizzato per fallire dopo la sua costruzione a causa dell'irragionevole ubicazione dei poli. 
I progetti di funivia urbana di Roma Capitale, tra i quali quello citato di Magliana, e i relativi finanziamenti rimangono ancora un tabù dell'informazione locale e nazionale. Ci auguriamo che questo contributo informativo sul web possa indurre le testate locali e nazionali ad approfondire un tema così vitale per lo sviluppo ecosostenibile della città.
"Occorre lavorare sui sistemi" dice il Prof. Panunzi, durante un convegno tenuto sabato 24 settembre scorso a Casalotti e organizzato dall'associazione "Casalottilibera". "Allargare una strada o mettere più mezzi pubblici sono soluzioni che vanno per forza a saturazione. Anche la soluzione dei parcheggi interrati non ha fatto altro che aumentare il numero di automobili e il volume di traffico delle zone interessate.
La funivia urbana era già praticabile 10 anni fa e potrebbe essere una strategia di completamento della "cura del ferro" ideata da Tocci durante la Giunta Rutelli. Il trasporto a fune costa molto meno di qualsiasi mezzo di superficie (a Roma, in base alla tipologia da realizzare si potrebbero spendere solo dai 5 ai 20 milioni di euro). Fino a 4-5 km di lunghezza può funzionare con un unico impianto di motrice. In Armenia, ad esempio, esiste già la funivia più lunga del mondo 5,7 km con un'unica motrice. La funivia ha fatto progressi incredibili rispetto a quella tradizionale composta da una cabina e due estremità. Oggi la funivia urbana può piegare e fare stazioni intermedie in un flusso continuo che collega le varie stazioni ferroviarie.
Con l'ufficio del Piano Regolatore del Campidoglio abbiamo studiato la situazione esistente. Roma ha una corona di 15 forti militari dismessi e degradati, disposti tra il grande raccordo anulare e il cerchio delle mura della città storica. Tutti i forti militari rappresentano un sistema da considerare nella sua globalità. L'ipotesi progettuale prevede un loro recupero e riuso per poi costituire le stazioni principali di una funivia che circumnavigherebbe la città storica con visuali panoramiche a volo d'uccello e sorvolerebbero aree archeologiche e monumentali e insediamenti della periferia storica attraversando in gran parte aree verdi urbane. L'inquinamento sarebbe assente, l'impatto ambientale sul territorio sarebbe molto minore rispetto agli scavi sotterranei che produce una linea metropolitana ed è costituito dalla installazione dei pali che potrebbero essere collocati anche a 500 metri di distanza l'uno dall'altro. E comunque  maggiore è l'altezza e minore è il numero di pali da installare. Pertanto l'altezza della funivia può variare. Può essere a  pochi metri di distanza dal terreno come può essere a 100 metri di altezza e  sorvolare edifici come la normativa prevede".
Il Prof. Panunzi ha illustrato schematicamente a titolo di esempio, un'idea di di funivia a Roma nordovest che potrebbe collegare il Forte Boccea al quartiere Casalotti in un punto non distante dalla villa romana, dietro l'area di servizio esistente. Si tratterebbe di un tragitto aereo che parte a Casalotti fino al Grande Raccordo Anulare, raggiungerebbe Montespaccato altezza "ipermercato Panorama" per poi avvicinarsi alla zona Battistini.
Progetti del genere, secondo il Prof.  Arch. Panunzi, possono essere costruiti in 6 mesi con costi contenuti. Gli impianti si possono anche smontare e riutilizzare. "Ma - conclude- l'italia ha troppi cancelli burocratici e amministrativi ed è per questo che non si riescono a fare opere che si stanno facendo da tempo in tutto il mondo. Dopo che l'argomento delle funivie ha preso quota a Giugno con articoli su "La Repubblica" e su trasmissioni radiofoniche della Rai, sto vivendo una cosa molto strana. Sembra che si scopra adesso che esistono cose nuove. Cercano di tirarmi per la giacca su piani che non mi interessano. Preferisco un rapporto diretto nuovo con il territorio e con i cittadini. I politici li ho conosciuti. Ci tengo di più a rapportarmi con i cittadini e con le persone che sanno più di me" .

sabato 5 gennaio 2013

Lettera aperta al sindaco "No ad altro cemento"

La Responsabile di Cnacommercio, Giovanna Marchese Bellaroto, ha scritto la seguente Lettera aperta al Sindaco Gianni Alemanno pubblicata sul Corriere della Sera del 3 gennaio 2013:

Caro Sindaco Gianni Alemanno,
"..ti parlo come se ti conoscessi da sempre. Perché ci conosciamo da sempre. Le strade di questa città sono le mie strade, una per una, io appartengo all'anima di questa città. Ho diviso con te le stagioni difficili e le speranze, i disagi e le gioie di un luogo senza eguali al mondo". 
Queste righe ricevute per lettera durante la campagna elettorale mi hanno convinta a darle il mio voto, indipendentemente dal suo schieramento partitico. Ero molto sensibile a quel suo messaggio forse perché come lei signor Sindaco, fin dalla nascita cresciuta a latte e politica, a 3 anni già affrancavo francobolli su missive elettorali seppur di altro colore. A quel tempo, erano gli anni '60, la politica era vissuta per difendere l'interesse diffuso della gente, mai come nell'interpretazione odierna, ridotta a personalistica scalata sociale. "Suonerebbe come una presa in giro se volessi proporti nelle poche righe di questa lettera, soluzioni a questioni complesse... Uso invece questo antico strumento perché solo così posso essere solo con te che mi leggi, per dirti l'unica cosa che voglio davvero che tu sappia, cioè che prendo con te un impegno, personale".  Una lettera, signor Sindaco, la sua, intrisa di quel senso benefico che intende la politica come un servizio alle persone, non solo quelle a lei più simpatiche o in amicizia, o quelle più potenti, ma chiunque come lei, come me e tanti altri, condivida l'essere romani. L'ho ripresa in mano oggi e le invio degli stralci, perché ritengo che forse, proprio ora per lei sarebbe importante riaffrontarne la lettura: oggi ancor di più alla luce del prossimo voto su quell'ultimo pacchetto di delibere che riguardano un aumento di autorizzazioni a cementificare la città, una terribile colata di cemento su Roma. Sarebbe il vero e definitivo sacco, molto peggio di quella della precedente Consigliatura, che rappresenterebbe la sua fine politica, non certo per le possibili implicazioni all'interno del suo partito, criticità non di mio interesse, ma soprattutto perché in maniera palese, lei tradirebbe il patto con gli elettori che leggendo la sua lettera hanno creduto, votando lei, di dare un segnale, allora forte, di discontinuità. Anche le mie speranze sarebbero disattese e questo si che mi toccherebbe da vicino! Ricorda signor Sindaco? ".l'impegno di offrire con l'esempio, un motivo anche a te per partecipare fin d'ora alla soluzione dei problemi e alla realizzazione di una crescita civile, degna del nostro ruolo nel mondo..". Io il mio onere di civis me lo sono caricato sulle spalle, senza paura di metterci la faccia, come cittadina, senza stemma di partito, anche a costo zero, convinta di averle, in nome di quelle parole, reso un servizio. La richiesta che mi permetto di sottoporle è una grande riflessione sul significato umano, più che politico, di quella lettera che nel marzo 2008 ha contribuito a farla essere oggi Sindaco, in grado di prendere, oggi e non domani, una decisione epocale scevra da tatticismi, forse molto difficile ma libera, utile se non indispensabile a poter riallacciare con la sua gente, a fine mandato, quel filo che oltre al conta dei voti, la lega al cuore dei romani.
Giovanna Marchese Bellaroto
Resp. Cnacommercio

Antenne per la telefonia davanti casa, scrive una signora....

A volte una semplice lettera di un cittadino su un quotidiano vale e fa riflettere quanto un grande articolo con firma autorevole.
Abbiamo scelto di diffondere una lettera pubblicata oggi, 5 gennaio 2013, sul Corriere della Sera e scritta da una donna che ha subito di recente un intervento alla tiroide.

Il titolo è il seguente: Antenne per la telefonia, il sottotitolo: "Troppi casi di tumore":


"Dopo una recente asportazione della tiroide per un tumore benigno, sono stata ricoverata per una terapia radio metabolica. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio. 
La dottoressa di Medicina nucleare, a una mia specifica domanda, mi ha confermato che vivere in una palazzina ed essere circondata da due antenne per la telefonia mobile, non aiuta, anzi. 
Ma la cosa che più mi ha meravigliato è che sono venuta a conoscenza di altri casi di tumore, nella strada. Ora chiedo a tutti quei condomini che per motivi -strettamente economici - hanno dato il loro ok all'installazione di tali antenne se conoscono i rischi a cui vanno incontro (assieme ai loro cari) o se preferiscono avere il cellulare di ultima generazione che permette loro di telefonare anche agli amici del Polo nord. In caso affermativo dimostrerebbero, non solo di essere totalmente "ignoranti" in materia, ma anche incoscienti, costringendo obtorto collo i loro vicini ad assorbire queste onde elettromagnetiche. Ma devono essere le persone che hanno subito questo danno a dover chiedere una verifica per sapere se i valori previsti sono stati superati, è così? 
Ma la cosa più grave in assoluto (che qualcuno informato mi ha riferito) è che, sia la Asl che l'Arpa (l'Ente preposto al controllo in materia) spesso sono totalmente assenti alle lamentele dei cittadini. Un'ultima cosa: come mai le società di telefonia non debbono chiedere il permesso al comune - che potrebbe e dovrebbe sovraintendere e selezionare- invece di chiederlo solo ad avidi amministratori di condominio? Gradirei che gli enti preposti mi rispondessero sulle pagine del corsera".
Lettera Firmata
Con l'occasione rimandiamo all'inchiesta fotografica  sulle sorgenti elettromagnetiche del nostro quartiere. Ecco il link  e su FB: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.409374745739961.103795.317128434964593&type=1&l=ba848e2933

venerdì 4 gennaio 2013

Istruzioni per richiedere l'ASPI (ex indennità di disoccupazione)


Con questa pagina web vogliamo collaborare con l'INPS nel diffondere l'informazione sull'ASPI.  Dal 1 gennaio 2013 si parte con il nuovo regime delle prestazioni di sostegno al reddito (L'indennità di disoccupazione verrà sostituita dall'ASPi (Assicurazione Sociale per l'Impiego) ).
Esistono tre modalità di richieste di sostegno al reddito per i disoccupati: Mini-Aspi 2012, Mini-Aspi e Aspi
Dal 1 gennaio 2013 fino al 2 aprile 2013 è possibile richiedere online l'indennità "MINI-ASPI 2012" relativa a periodi di disoccupazione nell'anno appena trascorso. E' in vigore solo per quest'anno. Presso uno sportello dell'INPS Aurelio abbiamo saputo casualmente che le richieste di mini-aspi 2012, giunte fino ad oggi all'INPS, sono state prevalentemente, se non esclusivamente, fatte tramite Patronato. Il motivo per il quale i cittadini non si sono avvalsi della procedura online personale tramite PIN potrebbe consistere nelle ancora insufficienti informazioni in rete sullo specifico argomento.
Per questo motivo riproduciamo le seguenti pubblicazioni ottenute presso lo sportello INPS Aurelio:
                                    MINI ASPI
                              ASPI

                   ►ULTERIORI APPROFONDIMENTI IN RETE