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domenica 28 aprile 2013

Italia, polveriera del disagio sociale?


Può una situazione familiare difficile, la "perdita" di affetti importanti o la perdita di un lavoro far scattare istinti omicidi?
Si può, dopo quanto è accaduto oggi davanti a Palazzo Chigi, parlare frettolosamente e superficialmente di disturbi psichiatrici ?
Non sarebbe forse il caso di andare oltre il singolo episodio e fare una lettura panoramica più approfondita di fenomeni sempre più diffusi di auto ed eteroaggressività?
Quando si piomba nella disperazione conta senza dubbio il patrimonio cognitivo ed emotivo individuale e le sue risorse soggettive, ma conta anche la risposta di aiuto che è capace di dare la famiglia di origine, rete primaria di welfare. Conta poi la comunità nel quale la persona vive ed è inserito e  le relative risorse relazionali di cui quel determinato ambiente dispone. Contano pertanto anche le politiche pubbliche che le istituzioni di prossimità sono in grado di implementare costruendo un feedback con i cittadini attivi e il volontariato.
Numerose ricerche psico-sociologiche, che hanno analizzato le cause degli episodi depressivi, fonte di autolesionismo e aggressività, hanno rivelato che l'insorgenza della maggior parte di questi episodi origina da alcuni eventi specifici o dalle difficoltà esistenziali di un individuo. In genere entro 6 mesi da un evento grave, come può essere un qualche tipo di "perdita", un lutto, una separazione, un forte stress in ambiente lavorativo o la perdita del lavoro e del reddito minimo di sopravvivenza si può manifestare un  vero e proprio "corto circuito" nel contatto con la realtà.
Nel triplice suicidio di Macerata sembrerebbe chiaro quanto abbia pesato il senso di autoisolamento delle vittime. Il grave disagio economico rapportato all'ambiente avrebbe creato una forte resistenza a chiedere aiuto lasciando spazio ad una sorta di "vergogna" per la propria povertà rispetto al contesto sociale.
Quando in una situazione generale di crisi economica crescente e di malgoverno si concentrano insieme i seguenti fattori: una rete familiare di origine inesistente o sgretolata, un contesto sociale privo di qualsiasi senso di solidarietà comunitaria, come accade in alcuni quartieri dormitorio urbani,  la mancanza di capacità e volontà politiche degli enti istituzionali di prossimità come Comuni, Municipi, distretti sanitari, allora questo mix di fattori può rappresentare la miccia di una polveriera sociale pericolosa.
Per questi motivi serve un cambiamento di rotta su tutti i fronti, sia a livello centrale che a livello periferico.
Non basterà mettere mano al problema occupazionale e alla stabilizzazione del precariato nella scuola e negli altri settori con leggi urgenti, servono anche provvedimenti urgenti per far funzionare gli enti locali, la cultura, i servizi sociali, la burocrazia.  Fino a quando le politiche per i cittadini e per il bene comune saranno schiacciate da carrozzoni clientelari, da voti di scambio e assunzioni guidate dai partiti, rimane probabile che rabbia e indignazione, mista a sofferenze individuali, si possano annidare sempre più nel tessuto sociale, generando tragedie non prevedibili come quella di oggi.

Associazione culturale Lucchina e Ottavia

sabato 27 aprile 2013

Le vie della parità. Le donne del Novecento sulle strade di Roma

MOSTRA FOTOGRAFICA  Biblioteca nazionale centrale di Roma

11 aprile - 18 maggio, 2013 

 Le vie della parità. Le donne del Novecento sulle strade di Roma

La mostra fotografica Le vie della parità. Le donne del Novecento sulle strade di Roma è il risultato di un progetto scolastico condotto da Toponomastica femminile e Fnism, finanziato dalla Commissione delle elette del Comune di Roma. Si è voluto offrire, ad alunne ed alunni di alcuni istituti romani, l'opportunità di guardare con occhi diversi il tessuto urbano, riscoprendo le presenze femminili nella toponomastica cittadina attraverso attività di ricerca e azione. Soffermarsi sulle figure di valore ricordate dalle intitolazioni stradali è di grande supporto al recupero della memoria storica. Le donne che hanno contribuito allo sviluppo della società moderna e contemporanea sono state spesso dimenticate: le loro storie, in molti casi frammentarie, assomigliano a fiumi carsici che improvvisamente si inabissano e scompaiono. Le loro vite possono divenire modelli di valore e di differenza sui quali riflettere e ai quali attingere nell'opera complessa della costruzione identitaria. 

Inaugurazione
11 aprile 2013 ore 11.00 
SalutoOsvaldo Avallone
Intervengono
Marco Rossi Doria
Massimiliano Smeriglio
Maria Gemma Azuni
Anna Marcon
Gigliola Corduas
Vincenzina Iannicelli
Anna Rita Tamponi
Vincenzo Rudi
Marta Rossi Doria

11 aprile - 18 maggio 2013
Orario di apertura della mostra
lunedì - venerdì 8.30 19.00
sabato 8.30 - 13.30

Info:
Ufficio stampa e promozione culturale

Tel. 064989344
e-mail: ufficiostampa@bnc.roma.sbn.it

OMS. Confermato il nesso tra tumori e telefoni cellulari


Il 24 Aprile scorso, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’OMS, ha pubblicato una nuova importante Monografia sulla valutazione dei rischi cancerogeni per l'uomo.
Dopo circa 10 anni dall’inserimento nella categoria IARC degli agenti fisici e chimici possibili cancerogeni per l’uomo dei campi elettromagnetici generati dalle cabine di trasformazione e dalle linee di trasporto e distribuzione dell’energia elettrica, anche per i campi elettromagnetici a radiofrequenza, in base agli studi epidemiologici mondiali, esistono positive associazioni fra esposizione alla radiazione della radiofrequenza dei telefoni cellulari e dei cordless e tumori. In particolare, esiste associazione positiva con i gliomi, tumori maligni del cervello, e i neurinomi, tumori quasi sempre benigni che sono causa di sordità.
Il Gruppo di Lavoro che è arrivato a queste conclusioni era formato da 31 scienziati di 14 Paesi ed aveva esaminato centinaia di pubblicazioni scientifiche sui risultati di indagini epidemiologiche internazionali. Una prima valutazione di quei risultati era stata pubblicata da Lancet Oncology a Luglio del 2011, che riassumeva il lavoro svolto da quegli scienziati
Nella Monografia pubblicata nei giorni scorsi viene concluso che, rispetto agli adulti, nei bambini l’esposizione media al cellulare è due volte più elevata nel cervello e dieci volte più elevata nel midollo osseo del cranio. Questo perché nei bambini è minore lo spessore del cranio, è minore il contenuto di grassi del midollo osseo ed è maggiore la sua quantità d’acqua. Queste caratteristiche si invertono con l’età. Tali tessuti hanno quindi una maggiore conducibilità e, di conseguenza, acquisiscono più energia dalle sorgenti a radiofrequenza.
Il prof. Joel Moskowitz, direttore del Centro per la Salute delle Famiglie e delle Comunità, Scuola di Salute Pubblica, Università di Berkeley, California, a seguito della pubblicazione della Monografia IARC n. 102 ha affermato che “questo è il più importante rapporto sanitario istituzionale mai pubblicato sulla radiazione da telefoni cellulari. Tutti i Governi dovrebbero studiare questo rapporto e seguire il Principio di Precauzione per intraprendere appropriate azioni includenti l’educazione all’uso sicuro, adottando stringenti regolamentazioni di sicurezza e finanziando la ricerca per sviluppare tecnologie più sicure.”
                                                                                 (LEGGI L'INTERO COMUNICATO)     
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venerdì 26 aprile 2013

Identità femminile, la consapevolezza delle domande irrisolte


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La toeletta di Venere, Paul Rubens 1614
Le risposte superficiali in merito alle problematiche di genere ostacolano il miglioramento del tenore di vita fisico e psicologico di ogni donna


a cura di Silvia Ripà*, vice presidente
dell'Associazione cult. Lucchina e Ottavia 


Riflettere su un’identità femminile equivale ad affrontare una chimera e pretendere nel migliore dei casi, un riconoscimento per la vittoria di un essere immaginario; cimentarsi poi nella descrizione della femminilità, enumerando e snocciolando quelle caratteristiche reputate caratterizzanti di tale intangibile essenza, è simile al tentativo di abbattere le teste di un’idra;  l’ambiguità dell’aggettivo “eroico“ implicito nella similitudine, serve appunto a sottolineare la grottesca e grandiosa inutilità dell’atto: è stata ribadita fino alla nausea  e affermata periodicamente con forza, l’idea di un’indole misteriosa che apparterrebbe alle donne, in grado di conciliare in sé i maggiori opposti dell’essere: da una simile contraddittorietà deriverebbe un incontenibile fascino, gioia e disgrazia dell’uomo innamorato.
Questi discorsi, talvolta persino dai toni lusinghieri, sottendono un’amara verità: la donna è semplicemente l’Altro e la sua tacita funzione consiste nel meglio caratterizzare l’entità principale, come nella pittura si usa il bianco per esaltare il nero, rendendolo ancora più intenso e donando gradevoli riflessi.
Sebbene non esista una percezione univoca, il maschile possiede in realtà molti termini di paragone e diversi sistemi di relazioni e opposizioni, oltre al femminile, per poter intraprendere un discorso sulla propria identità.
Quest’aspetto è invece completamente assente per la donna, e parlare di emancipazione non fa che falsare l’entità del problema accendendo un riflettore su alcune conquiste conseguite negli ultimi anni in modo confusionario e senza una reale presa di coscienza delle problematiche affrontate, in mancanza di un’adeguata elaborazione. Parlare di donne va ben oltre il paragone con l’uomo, il patriarcato, le violenze…occorre comprendere e porsi dei quesiti anche in merito a cosa si intenda fare di questo spazio vuoto che il genere femminile va conquistando nel tempo: paradossalmente viene utilizzato solo per perseverare nelle consuetudini già sperimentate, con la presunzione di aver scelto autonomamente. Una simile pseudo-libertà rappresenta un retaggio sociale e culturale, e comporta conseguenze dannose proprio perché offusca la problematicità dei cambiamenti avvenuti: le donne sono attualmente libere solo di non saper che fare. Brancolano a tentoni nelle convenzioni, urtando ora da una parte ora dall’altra e tornando quasi sempre al punto di partenza, con la convinzione di aver tracciato una linea retta, quando si sono spostate circolarmente. Inutile barcamenarsi tra carnefici e vittime, colpevoli e colpiti, i rapporti tra i due sessi sono strettamente connessi, tanto che anche gli uomini patiscono il maschilismo in modo latente e vivono talvolta una sessualità deprimente, seppur per motivi diversi rispetto alle problematiche femminili; la dialettica dello schiavo e del padrone trova in questo caso una concreta manifestazione: gli uomini sono incatenati dalla loro stessa supremazia e poiché essi solitamente incarnano la trascendenza, la donna anela a rubarla e ad impadronirsi dei loro progetti e successi. In una simile dinamica, la tirannia esercitata dalla controparte femminile non fa che accentuarne l’effettiva dipendenza, delineando un tipo di rapporto contraddittorio difficile da sciogliere. Andare oltre le distinzioni di genere (che, è bene ricordarlo, sono ben più di due e non corrispondono ai sessi o più probabilmente non esistono affatto) significa impegnarsi nella ricerca di una libertà che non assuma le sembianze del capriccio o dello spazio vuoto da colmare, bensì di un sentimento che superi l’istante e non dipenda da nessun ordine estraneo e soprattutto senza la paura insita nei rapporti umani, quel viscerale timore di perdere gli affetti, inserito però nell’ottica delle decisioni prese sulla base di ragionamenti esterni all’individuo, come parte di un contesto principalmente sociale.
L’amore coniugale è il collante di questo tipo di società cosiddetta emancipata, e non si esplica solo in riferimento ai due sessi, bensì rappresenta un concetto di base, insito nel complesso dell’esistenza: quando una passione viene trasformata in lavoro, si diventa socialmente vincenti, eppure nel momento in cui viene raggiunto il traguardo, si perde l’oggetto stesso dell’amore iniziale, che era tale proprio perché non vincolato da altro se non dalle personali attitudini e predisposizioni.
Esiste poi tutta un’epicità creata intorno all’amore coniugale: per esempio l’immagine emblematica di Andromaca che piange con il piccolo Astianatte tra le braccia, supplicando Ettore di non affrontare Achille in campo aperto, somma per lei di qualsiasi tipo di affetto, umano e familiare.
In questi squarci di morbido sentimentalismo è possibile realizzare l’avvenuto ribaltamento di ogni valore naturale e la donna assume le sembianze dell’unica vestale adatta a custodirlo immobile nel tempo.
In una simile prospettiva,  l’abitudine si erge a eroicità, assumendo gli aspetti dell’avventura, la fedeltà incarna una sorta di sublime follia, la noia assume i tratti inequivocabili dell’equilibrio e della saggezza, odi familiari, piccoli rancori, complicati sofismi quotidiani, diventano amore.
Come sottolinea più volte Simone De Beauvoir nel suo capolavoro indiscusso ( "Il secondo sesso"1949), la relazione tra due individui che per una serie di connessioni accidentali o necessarie che siano, non possono fare a meno l’uno dell’altro non è, fra tutte le situazioni umane, la più sincera e commovente, bensì un qualcosa di miserabile e abominevole: mendicanti che si privano a vicenda dei pochi averi e per qualche strana sindrome mai diagnosticata, sublimano questa relazione come fonte di felicità supportata da una legittimità indiscussa. Si pretende rispetto e si attribuisce sacralità a questo miscuglio di attaccamento e rassegnazione, costellato da perverse dinamiche di odio-obbedienza, e lo si chiama Amore coniugale. L’intera esistenza femminile è votata alla perpetrazione nel tempo di tali insani valori e le bambine vengono educate fin dalla prima infanzia alla pazienza, alla rinuncia…la ribellione talvolta è permessa, ma solo quando diviene funzionale al risveglio degli appetiti maschili troppo a lungo sopiti, prima che si riversino all’esterno, marchiando la donna con l’emblema del fallimento.
Riflettendo sui concetti inerenti all’identità femminile, l’aspirazione al compimento di un amore coniugale è ciò che ha caratterizzato l’esser donna, che sia per assimilazione o per contrapposizione poco importa.
Al contrario, l’uomo tende a riferire la propria coscienza d’identità all’azione, a ciò che compie nella sua vita, e l’unione totalizzante con una donna non rappresenta la finalità ultima della propria esistenza poiché egli vive nella dinamicità; la donna invece si identifica tuttora nell’Altro, nonostante le vittorie sociali e le lotte politiche affrontate nell’ultimo cinquantennio.
La memoria dei traguardi femminili  sembra ora sfumare nel grigiore quotidiano chiamato “emancipazione”, soffocandone ogni scintilla di vitale potenzialità, quando si trattava unicamente di uno dei tanti punti di partenza che la storia talvolta ci offre. Il solo fatto che per offendere una donna si faccia riferimento al rapporto con la sessualità etero, è indice di una profonda arretratezza culturale e di staticità di pensiero, e che poi le donne utilizzino i medesimi termini, denota la scarsa riflessione che accompagna il percorso cognitivo sull’identità femminile ed emerge in tutta evidenza l’assurda ambiguità celata dall’abuso di luoghi comuni correlati alla presunta libertà della donna.
In sintesi, ancora oggi, nell’epoca dell’ “emancipazione”, risulta estremamente complessa la caratterizzazione di un’identità femminile e di conseguenza sembra difficoltoso il perseguimento di obbiettivi comuni verso un tipo di società paritaria al livello di opportunità finalizzate ad una realizzazione personale.
Ci sono molti suggerimenti sulle azioni da intraprendere, che restano però sempre delle opinioni soggettive, proprio in mancanza della costruzione di una tale identità. Un punto di partenza potrebbe allora essere, in assenza di risposte, quello di porre la dovuta enfasi sulle domande; l’impressione diffusa di possedere delle certezze è di gran lunga più distruttiva rispetto alla presa di coscienza dell’attuale incapacità trovare soluzioni idonee e valide per tutte.
La riflessione, l’introspezione e l’anelito verso un pensiero il più possibile libero dai dogmi e dalle aspettative sociali, è forse l’unica strada possibile verso un miglioramento del tenore di vita fisico e psicologico di ogni donna.

*Silvia Ripà, è laureata in "Storia e conservazione del patrimonio artistico e archeologico" presso l'Università di Roma Tre, specializzanda presso l'Università di Ferrara

giovedì 25 aprile 2013

Stasera guardate il cielo di Ottavia...

Invitiamo tutti ad affacciarsi questa sera (25 aprile), alle 22 in punto, sul proprio balcone o terrazzo, o a scendere in strada. Alziamo gli occhi verso il cielo.
Se non ci si trova in luoghi eccessivamente illuminati, che potrebbero ostacolare la percezione dell'effetto, avremo la bellissima sorpresa di vedere una luna piena parzialmente oscurata dal cono d'ombra della terra
Si vedrà il bordo lunare che, come morso dalla notte, sarà coperto dal buio.
E' una splendida occasione per tutti i cittadini di Ottavia per scambiare un saluto e due parole con i propri vicini, o con i passanti, per fare di questa eclissi lunare un evento propiziatorio per il quartiere e per la città. Un'occasione per dare un attimo di spazio al mondo che ci circonda e ci ospita,  con l'augurio che la solidarietà, l'interesse per il  prossimo e per il bene comune possa farci uscire presto dalla grande difficoltà sociale ed economica che attanaglia in particolar modo la vita delle persone più deboli e più sfortunate.

Alle 22 esci e guarda il cielo di Ottavia.  Passaparola!

Associazione culturale Lucchina e Ottavia

domenica 21 aprile 2013

Scuole di Ottavia a rischio? Una mamma ci scrive....:


Ci ha scritto una mamma i cui figli frequentano le scuole di Ottavia e Sant'Andrea:

"Vi scrivo per mettervi al corrente di una situazione a mio parere scandalosa presente nel XIX municipio di Roma ma probabilmente anche negli altri municipi.
Sarete sicuramente a conoscenza del progetto DIGIT ROMA Wi-fi libero, promosso e pagato (è costato ben 2 milioni di euro…) dal Comune di Roma che prevede la realizzazione di un gran numero di ‘hot spot’ in giro per Roma in prossimità dei quali il cittadino o il turista può collegarsi gratuitamente ad internet. Il comune ha pensato bene di creare questi hot spot anche nelle scuole contando sul fatto che gli edifici scolastici sono di sua proprietà e che, quindi, secondo il suo parere, può disporne come meglio crede. Che ha fatto, quindi? Ha installato router ed antenne in numerosissime scuole materne, elementari e medie. Nel nostro municipio quasi tutte le scuole sono state digitalizzate. Nella scuola frequentata dai miei bambini (l’IC PabloNeruda di via Casal del marmo e via Ascrea) tali dispositivi sono stati collocati nelle immediate vicinanze delle aule, sulle pareti delle aule della materna dove si trovano per 8 ore al giorno bambini anche più piccoli di 3 anni.
Oltre al danno, anche la beffa… questo servizio non serve a nessuno poiché il segnale emanato da questi dispositivi non arriva fuori dalla scuola (si percepisce fino a metà cortile poi scompare), alla scuola non serve poiché è già servita da una rete cablata di connessione ad internet, men che mai serve a dei bambini così piccoli che invece sono esposti continuativamente alle onde elettromagnetiche diffuse da questi router.
Come genitori abbiamo agito su due fronti: abbiamo raccolte le firme e mandato una lettera di diffida al Comune (che allego) chiedendogli di rimuovere i dispositivi e abbiamo fatto pressioni sulla preside affinché spegnesse i router in attesa di un intervento del Comune. Non abbiamo ottenuto nulla. Nessuna risposta dal comune, risposta negativa della preside (prof.ssa F. Sannino) che si trincera dietro un ‘Non lo posso fare, rivolgetevi al comune’.  E ai bambini chi ci pensa?
Abbiamo fatto riferimento nelle nostre istanze alla risoluzione del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo che raccomandano l’utilizzo di reti cablate al posto di quelle wireless proprio perché i bambini sono più esposti ai danni causati da tali tecnologie, alla risoluzione dell’ICEMS che raccomanda l’applicazione del principio di precauzione in presenza di bambini, alle dichiarazioni dell’AIRC che considera le onde elettromagnetiche ‘potenzialmente cancerogene’, oltre a sottolineare che le apparecchiature wireless indoor sono di gran lunga più dannose di quelle esterne soprattutto se permangono in tali luoghi per molte ore persone e soprattutto bambini.  Come possiamo agire per risolvere tale problema?
Vi allego la lettera che abbiamo scritto sia al DIP.IV Comunicazione e diritti dei cittadini, sia al DIP XIII – Risorse tecnologiche all’assessore Luigi Di Gregorio.
Rimango in attesa di vostre informazioni e consigli.
Grazie mille".
Alessandra

sabato 20 aprile 2013

Rifinanziato il collegamento viario Selva Candida-Ottavia

Sei milioni di euro, precisamente 6.106.562,16 è la somma che un'Ordinanza di Roma Capitale assegna alla realizzazione dell'Opera di collegamento stradale tra via Casorezzo e via Esperia Sperani.
I lavori si erano impantanati dopo i sondaggi archeologici e dopo la richiesta di modifica del progetto iniziale da parte di Acea.
Imprevisti che hanno fatto lievitare il capitolato di spesa con un ammanco di risorse pari a 600 mila euro. L'Ordinanza, che potete scaricare da questa pagina, integra i fondi mancanti, ma l'intervento previsto è soggetto a gara europea essendo il costo superiore ai 5 milioni di euro.
 Il progetto prevede anche la realizzazione contestuale di una pista ciclabile nel rispetto delle Direttive europee.
L'Ordinanza è certamente un passo in avanti ma con questa burocrazia tutta italiana e con questa situazione politica non possiamo ancora esultare.

SCARICA E LEGGI  QUI :           L' ORDINANZA COMUNALE

giovedì 18 aprile 2013

Il dono della plusdotazione nei bambini, ma sappiamo riconoscerlo?


Una trasmissione televisiva nazionale racconta la storia di Valerio, bambino ad alta potenzialità cognitiva, e della sua famiglia.
Nello studio di TV2000 è presente un giovane di Ottavia di 28 anni, Marco Ripà, chiamato dalla redazione per esprimere il suo punto di vista e mettere a confronto la sua esperienza di vita con questa famiglia di Catania.  Il tema della puntata riguarda gli aspetti problematici che si possono riscontrare nella scuola e nella comunità dove si vive quando un bambino o una persona possiede una sua soggettiva precocità intellettiva. La diversità e la differenziazione individuale, che dovrebbero essere una risorsa preziosa per una comunità, spesso diventano fonte di disagio per le famiglie e per insegnanti ed educatori che non riescono a vedere oltre la propria "cristallizzazione di competenze".  La mamma di Valerio che è anche un'insegnante avverte: "i ragazzi non vanno plasmati ma, lavorandoci giorno per giorno con il contatto e revisionando di continuo le proprie strutture mentali, vanno aiutati a tirare fuori le loro potenzialità".
Marco Ripà che, come Valerio, ha amato e ama la matematica da quando era piccolo, ha elogiato la famiglia di Catania per il modo con il quale si rapporta affettivamente con il bambino incoraggiando i genitori ad assecondarlo nei suoi punti forti. Marco chiosa nel finale auspicando "una vera uguaglianza sostanziale con la valorizzazione delle individualità". "Per essere uguali non bisogna essere tutti uniformati ma bisogna permettere ad ognuno di esprimere quello che può dare".

Marco Ripà, vive a Ottavia, è autore di pubblicazioni scientifiche. Ha partecipato a convegni internazionali ed è fondatore di   http://spiqrsociety.webs.com/   (sPIqr ) autodefinitasi "la più esclusiva società di alto quoziente intellettivo con epicentro in Italia.".   L'associazione sPIqr ha anche su una pagina  Fb .



Associazione Culturale Lucchina e Ottavia

domenica 14 aprile 2013

Acquedotti e potabilità dell'acqua....

Leggendo questa Ordinanza sull'acqua non potabile di Anguillara, ci domandiamo: ma gli acquedotti Arsial toccano anche abitazioni sparse che rientrano nel XX° e/o XIX° municipio ? 

E se fosse così, non sarebbe il caso che il nostro Municipio tutelasse con ordinanze le famiglie interessate e chiedesse all'Arpa anche un monitoraggio degli altri due acquedotti che servono le zone Trionfale- Torrevecchia-Boccea?

La Salute della popolazione, tutelata dall'articolo 32 della Costituzione, non dovrebbe meritare l'attenzione del primo cittadino che è anche responsabile sanitario della città e dei minisindaci?  

sabato 13 aprile 2013

Per i disoccupati sia giovani che in età matura un progetto della Regione Lazio

Attenzione! Notizia importante per tutti i cittadini giovani e meno giovani del nostro quartiere.

 Il 22 aprile alle ore 18 scade il termine per iscriversi al progetto “Labirintus” finanziato dalla Regione Lazio, riservato a residenti a Roma o in provincia di Roma, disoccupati o inoccupati con almeno 40 anni di età.
I 50 beneficiari selezionati riceveranno un sostegno al reddito a fronte della adesione ad un percorso di formazione e riattivazione lavorativa.
Tale iniziativa si inserisce nel contesto del progetto “Labirintus”, realizzato dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro - ONLUS con il contributo dell'Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio ed in collaborazione con ATDAL, si propone di contrastare efficacemente le povertà personali e della famiglia generatesi in particolare da eventi di perdita del lavoro e disoccupazione dando ampia visibilità alle professionalità e alle esperienze delle persone senza occupazione con età superiore a 40 anni, cercando così di accelerare e facilitare l’uscita dallo stato di indigenza grazie all’utilizzo di reti sociali solidali e di incontri di orientamento che favoriscano la reintroduzione virtuosa nelle dinamiche del mercato del lavoro.


Tale obiettivo di carattere generale è sostenuto da una serie di obiettivi specifici quali:
- Contrastare la povertà generata da situazioni di difficoltà lavorative;
- Contrastare processi di emarginazione, marginalizzazione e discriminazione e mettere dunque l’individuo nella condizione di prendere coscienza di sé e di far fronte, per l’adeguamento dei suoi studi e della sua professione, alle mutevoli esigenze della vita, con il duplice obiettivo di contribuire al progresso della società e di raggiungere il pieno sviluppo della persona;
- Sensibilizzare i disoccupati alla valorizzazione dei propri titoli di studio e delle proprie competenze professionali e fornire elementi di valutazione delle capacità imprenditoriali, verificando punti di forza e punti di debolezza;
- Promuovere lo sviluppo della persona e l’inserimento/reinserimento attivo nel mondo del lavoro e della vita sociale, rispettando la libertà delle scelte individuali;
- Apprendere tecniche specifiche utili per la ricerca di lavoro e consigli capaci di aiutare ad avere successo nel proporsi;
- Reinserire gli utenti in un contesto sociale attivo, in cui acquisire conoscenze utili per re-investirsi, condividere le proprie problematiche con individui in situazioni simili e con tutor specializzati creando un clima di partecipazione ed impegno collettivo capace di generare una spinta positiva alla ricerca del lavoro.


Info su:     Progetto Labirintus

L'arsenico nell'acqua riguarda solo la provincia di Viterbo?

Nei cittadini di Viterbo e 16 comuni del viterbese, interessati dall’emergenza arsenico nell’acqua, la concentrazione della sostanza nell’organismo è oltre il doppio rispetto a quella nella popolazione generale. Maggiori concentrazioni sono state rilevate anche nei bambini. Questi i dati dello studio dell’Iss sul rischio a Latina, Roma e Viterbo.
I nuovi dati sono in via di pubblicazione su riviste scientifiche. Le analisi sono state condotte su campioni di unghie e urine di 269 soggetti sani (da 1 a 88 anni di età) residenti nelle aree a rischio. Nei viterbesi, la concentrazione della sostanza nelle unghie è risultata pari a 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 nanogrammi di un gruppo di controllo nella popolazione generale. Per l’Oms l’arsenico è un elemento cancerogeno per il quale l’Ue ha disposto già dal 2001 precisi limiti.
“Con il Presidente Nicola Zingaretti e con tutti gli enti locali interessati avvieremo in tempi strettissimi le misure urgenti per far fronte ai disagi della popolazione in seguito all’emergenza da tempo creatasi a causa delle alte concentrazioni d’arsenico nell’acqua nel Viterbese”. Lo dichiara il ministro della Salute, Renato Balduzzi, dopo la telefonata che ha avuto questa mattina con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il Ministro ha informato il presidente Zingaretti e insieme hanno concordato un incontro la prossima settimana (Quotidiano.net)

Come associazione culturale Lucchina e Ottavia, abbiamo contattato le due farmacie della Lucchina e l'istituto di Igiene del Policlinico Gemelli al fine di esaminare la possibilità di far analizzare l'acqua dei nostri rubinetti.
La farmacia di via della Lucchina ha mostrato interesse al problema e si è detta disponibile a collaborare qualora si riuscisse ad individuare un istituto di comprovata serietà e autorevolezza che possa analizzare l'acqua di Ottavia. L'istituto di Igiene del Gemelli ha risposto, purtroppo, che le loro analisi sono limitate ad altre sostanze e non rilevano presenza di metalli.
Attendiamo altre risposte ma attendiamo anche, con piacere, eventuali altre proposte dai lettori del nostro blog.

giovedì 11 aprile 2013

Il Consiglio municipale ha votato all'unanimità contro il cemento

Diffondiamo, a beneficio di tutti, la delibera numero 8 del consiglio Municipale del 9 aprile 2013 avente all'Ordine del Giorno il parere da fornire al Campidoglio sul Programma di Trasformazione urbanistica Palmarola Lucchina

Per scaricare il verbale in pdf cliccate qui

mercoledì 3 aprile 2013

In Campidoglio si è parlato di noi....


Programma Urbanistico Palmarola Lucchina: Ecco il resoconto dell'incontro della Commissione urbanistica del Comune di Roma. esso ci è stato cortesemente inviato dal Consigliere municipale Antonio Posarelli.

Nota informativa del 2 aprile 2013.

Stamane si è riunita la Commissione urbanistica di Roma Capitale per valutare la decisione di Giunta avente per oggetto il Programma Urbanistico Palmarola-Lucchina. Erano presenti, oltre al presidente Di Cosimo, i consiglieri Cantiani (pdl), Nanni (pd) e Stampete ( pd). Gli uffici del dipartimento erano rappresentati dall’arch.Caprioli e dall’ing. Grassedonia. Il sottoscritto è intervenuto alla riunione in rappresentanza del gruppo pd del nostro municipio. Erano anche presenti Stefania Portaro ed Andrea Maurizi, come cittadini impegnati sul territorio ed interessati al tema, ed uno dei progettisti.
L’arch.Caprioli ha brevemente illustrato i contenuti del  progetto rispondendo anche alle successive richieste di informazioni e chiarimenti da parte dei consiglieri. In particolare la Dirigente ha replicato, alle varie obiezioni mosse, ricordando le correzioni  migliorative al progetto originario anche con la aggiunta di  alcune opere viarie, sollecitate dal municipio, che saranno realizzate a totale carico dei proponenti per un totale di oltre 5 milioni di euro. Non posso riassumere, in  questa sede, tutta la discussione. In sintesi posso dire che i consiglieri pd hanno espresso pareri nettamente negativi e che i consiglieri della maggioranza hanno manifestato la necessità di visionare le carte nei prossimi giorni per farsi un’idea più precisa della questione. Personalmente, oltre alla decisa contrarietà già espressa, ho ricordato che il processo partecipativo non era completato e che il municipio non aveva neppure iniziato a discutere, nelle sedi proprie, la decisione di Giunta in oggetto. Alla fine il Presidente Di Cosimo ha deciso che la commissione avrebbe espresso il suo parere in una successiva riunione per dare modo a tutti di prendere visione della documentazione.
Esprimo la assoluta necessità di fare una valutazione aggiornata e condivisa sulla situazione. In particolare sottolineo la necessità di fare fronte in maniera coordinata, nella distinzione dei ruoli, ai prossimi appuntamenti dopo aver esaminato insieme i testi che Roma Capitale ci sottopone. Vi chiedo perciò di incontrarci al più presto. Propongo la data di lunedì 8 aprile p.v. alle ore 18,30  in una delle sale della Parrocchia di via della Lucchina. Attendo un vostro cortese riscontro. Già domattina solleverò comunque la questione in commissione urbanistica in municipio. Vi terrò informati su eventuali sviluppi.
Un caro saluto.
Antonio Posarelli