Per contatti: pianopartecipato@libero.it - fax 0623316920 posta: via Stazione di Ottavia 73B Roma. Leggi qui: Lo Statuto


martedì 28 maggio 2013

Come si viveva dentro il "Manicomio provinciale"...

Riportiamo di seguito un articolo, a firma della Presidente della nostra Associazione, pubblicato sulla rivista mensile in distribuzione gratuita "Monte Mario" Anno XLV maggio 2013.
L'articolo fotografa in maniera acuta e brillante momenti storicamente ordinari di ciò che era la vita all'interno dell'ex " manicomio provinciale".
Di grande preziosità anche le foto.

Potete leggerlo in formato pdf al seguente link

domenica 26 maggio 2013

126 posti di lavoro messi a concorso dal Comune di Roma

Cari lettori del blog, cari soci e simpatizzanti dell'associazione, 
sperando di farvi cosa utile e gradita vi aggiorniamo su due concorsi pubblici interessanti che sono stati banditi qualche giorno fa dal Comune di Roma. Il titolo di studio richiesto è il diploma di istruzione secondaria di durata quinquennale. La scadenza per presentare la domanda è il 19 giugno 2013.

Si tratta di 92 posti a tempo indedeterminato da "istruttore gestione amministrativo-contabile risorse umane".  

Si tratta di 34 posti da “Istruttore Servizi di Supporto alla Progettazione Tecnica ed al Controllo del Territorio”  

In bocca al lupo!

Associazione culturale Lucchina e Ottavia

lunedì 20 maggio 2013

Municipio 14 (ex 19): Ecco alcuni candidati presentabili (Parte II)

Per chi non avesse letto la prima parte può leggerla cliccando qui

Completiamo adesso il discorso sulle elezioni nel nostro Municipio 14 (ex 19).
Anzitutto una premessa sul voto disgiunto:
La legge consente agli elettori di poter "disobbedire" in maniera creativa. Si può tranquillamente votare un determinato Presidente di Municipio e, contemporaneamente, dare la preferenza (scrivendo il nome) ad un candidato consigliere di una lista che non è collegata allo schieramento di quel Presidente.
Esempio: mi piace il candidato della lista x ma non mi piace il presidente abbinato a quella lista. Quindi io esprimo la preferenza per quel candidato mettendo il nome accanto al simbolo della lista x ma poi sulla stessa scheda metto la croce sul nome del presidente di un altro schieramento y.
Per chi volesse farlo il voto rimarrebbe regolarmente valido e attribuito alle due persone scelte.

Riteniamo che alla Presidenza del Municipio14 (ex 19) sia un fattore estremamente positivo l'alternanza. Dopo cinque anni di Presidenza Milioni dello schieramento di centrodestra, che non ha saputo, o potuto, sciogliere i grossi nodi della mobilità, delle infrastrutture rimaste incomplete o mai iniziate, del sociale e della tutela ambientale, sarebbe auspicabile un passaggio di mano per i prossimi cinque anni a chi ha fatto buona opposizione ed ha esperienza politica..
Nel panorama di candidature a Presidente del Municipio 14 riteniamo come valide candidature sia quella di Valerio Barletta sia quella di Claudio Ortale.


Claudio Ortale
Valerio Barletta
Dal nostro punto di vista sono entrambi ottimi candidati che hanno la capacità di svolgere con sufficiente efficacia ed autonomia il ruolo di Presidente del Municipio 14 stimolando la nascita di una nuova governance del territorio, libera (almeno speriamo) da corporazioni e lobby.
Ortale e Barletta sono da molto tempo persone impegnate nella politica e hanno dimostrato di farlo in maniera sana, pulita e competente.


PREFERENZE MUNICIPIO 14 (EX 19)
Prima una premessa importante: L'associazione Lucchina e Ottavia è apartitica, quindi trasversale a tutti gli schieramenti.
Quanto stiamo per dire è rivolto all'elettorato del nostro quadrante appartenente sia al centrodestra, sia al centrosinistra e sia ai 5 stelle. Ci limitiamo a esprimere un'opinione per indicare nomi di candidati a nostro avviso presentabili dei vari schieramenti che hanno ben operato in rapporto al nostro territorio.
Tanto premesso, non ci affidiamo a quel sistema del curriculum, utilizzato da altre associazioni, ma vorremmo molto più semplicemente evidenziare un nominativo di candidato per ogni schieramento sulla base di cose concrete viste in questi anni.
Si tratta dell' auspicio che nel consiglio municipale possano sedere alcune persone sensibili agli annosi problemi della nostra periferia. Candidati che, pur facendo parte di liste concorrenti e avversarie, si siano distinti con una condotta etica per aver dato priorità al bene comune.

Alcune candidature che riteniamo positive per il nostro territorio sono le seguenti:





Tiziana Uleri, candidata nella lista di Rifondazione comunista, è un avvocato che ha condotto molte battaglie sociali mettendo generosamente a disposizione la sua professionalità, soprattutto laddove c'era compressione e lesione dei diritti delle fasce più deboli e svantaggiate.




Andrea Montanari, candidato nella lista civica per Marino: impiegato, cittadino e genitore attivo, ha mostrato passione politica mantenendo, con il suo attivismo mediatico, un'ottica omnicomprensiva rispetto alla tutela del bene comune.




Virginia Raggi,  candidata nella lista Movimento 5 stelle, laureata in Giurisprudenza, attiva nel quartiere da tempi non sospetti, si è impegnata con competenza dichiarando da sempre la sua militanza politica.





Fulvio Accorinti, candidato nel centrodestra con la lista Fratelli d'Italia, ha dimostrato nella precedente consiliatura serietà, competenza e autonomia. Ha già esercitato incarichi collegiali nel Municipio con senso di responsabilità.

domenica 19 maggio 2013

Il gemellaggio tra Ottavia e Longi (Me) nel nome di San Leone.

"San Leone!! San Leone!! San Leone!!" mentre dalla processione, partita dalla parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, ogni tanto si leva la tripla invocazione del santo, Angelo e Vincenzo ci raccontano questa lunga tradizione che ormai attraversa due generazioni di emigrati provenienti dal comune di Longi in provincia di Messina.
Da 23 anni i cittadini longesi, che dagli anni 60 in poi si sono trasferiti nelle varie periferie romane, si incontrano ogni anno in una domenica di maggio qui a Ottavia per festeggiare il Santo Patrono del loro paese di origine.
Una sorta di patto e di gemellaggio nato moltissimo tempo fa  tra la comunità romana dei Longesi e la parrocchia dei padri canossiani della Lucchina.
Angelo viene da Montespaccato ed è alla soglia degli 80 anni, si è trasferito a Roma da Longi nei primi anni 60.


Fedelissimo al Santo, Angelo ci dice che San Leone avrebbe salvato la vita al fratello, caduto dal secondo piano e rimasto in coma per 40 giorni. L'altro fratello di Angelo avrebbe fatto un voto facendo 150 chilometri a piedi da Longi a Catania per avere la grazia del Santo. Per la famiglia di Angelo è stato un miracolo.
Vincenzo, anche lui quasi ottantenne, trasferitosi a Roma nel 1959, oggi vive nella borgata Fidene. Ci descrive la sua gioia di incontrare ogni anno i suoi concittadini longesi unendosi in questa messa celebrata nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, con la bellissima processione che ne segue per le strade della Lucchina.
Dice Vincenzo: "San Leone era vescovo nel territorio messinese durante l'epoca dei grandi feudatari siciliani. Si annoverano diversi miracoli attribuiti al santo. Si narra che a Longi si verificarono vari eventi miracolosi avvenuti nella prima metà del 1800. Una grande frana stava per seppellire lentamente il paese quando un gruppo di donne si caricò sulle spalle la statua del santo posandola in una strada a rischio di sfaldamento.
La frana si fermò esattamente in quel punto dove era stata poggiata la statua".  Continua Vincenzo: "Un feudatario con il suo cavallo che voleva affermare i suoi diritti proprietari su tutto, per sfregio e per sfida entrò in sella al suo cavallo nella parrocchia di San Leone a Longi. Miracolo volle il crollo del pavimento e lo sprofondamento del feudatario blasfemo e del suo cavallo.
A Ottavia è anche venuto un concerto bandistico proveniente dal comune di Agosta (Rm). Incaricato per l'occasione dagli organizzatori della festa, allieta con la musica la breve processione con il santo in spalla che passa da via Pintor, via Galletti per tornare da via della Lucchina a Santa Maddalena di Canossa.
Oltre l'evento religioso, c'è una solidarietà tra cittadini siciliani costretti ad emigrare nella capitale per cercare lavoro. Insieme, sulla base dello spirito di iniziativa dei più creativi, hanno individuato un modo per sentirsi ancora a casa propria scambiandosi affetto e reciproca assistenza nel ricordo dei miracoli del loro vescovo beatificato.
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  Associazione culturale Lucchina e Ottavia

sabato 18 maggio 2013

Abusi sui bambini: La Scuola pubblica ha saputo reagire



Pensavamo che dopo il rumoroso caso di Rignano Flaminio, oggetto di un lunghissimo processo giudiziario, sarebbe stato difficile imbattersi in un'altra grave situazione che riguarda una scuola materna pubblica. Invece è accaduto. In una scuola romana alcuni bambini sono stati maltrattati da una maestra di 63 anni. Una maestra che era sulla soglia del pensionamento dopo 40 anni di servizio.

Non ci soffermiamo qui sui particolari bruttissimi del comportamento violento di una maestra contro i bambini di una scuola dell'infanzia. Particolari che sono descritti sui giornali da chi ha presumibilmente visto i filmati delle telecamere installate dalla polizia. 
Sarebbe oltremodo scontato ipotizzare una probabile scarsa competenza professionale della persona preposta al coordinamento di quel servizio scolastico che avrebbe dovuto vigilare e prendere provvedimenti cautelativi. 
Qui vogliamo far risaltare qualcosa che, altrimenti, passerebbe in secondo piano: l'onda di protezione a favore di quei bambini che è stata sollevata dal personale interno alla scuola. 
In particolare, è stata la denuncia di una collaboratrice scolastica, e quella contestuale di un'insegnante, a far intervenire le forze dell'ordine con un sistema di telecamere nascoste. Ciò ha consentito di fermare metodi utilizzati da una maestra che avrebbero potuto lasciare un segno permanente nella psiche di piccoli innocenti.
Grazie quindi ai collaboratori scolastici di quella scuola pubblica, la tenuta etica dell'istituzione di cura dei bambini è stata sottratta ad una deriva pericolosa, in un contesto in cui alcuni genitori erano incolpevolmente ignari e/o distratti mentre altri erano addirittura grati e riconoscenti alla maestra arrestata. 
Questa premessa ci spinge ad evidenziare che nonostante sia carente il sistema complessivo di controllo, di aggiornamento, di supporto e supervisione del personale, nonostante sia un pò smagliata la rete tra scuole, enti locali, servizi sociali, ufficio scolastico, ministero e Asl, la la gran parte dei lavoratori della scuola riesce a calarsi pienamente nel proprio ruolo di servizio alla collettività. E questo senso del dovere non è stato mai scalfito dalla scarsa attenzione del ministero dell'istruzione. Ricordiamo che in Italia migliaia di supplenti, puntuali e precisi nel loro lavoro, rimangono senza stipendio per mesi e mesi.
Nel concludere, riproponiamo, come ulteriore elemento di riflessione, un episodio di natura diversa verificatosi in una scuola qualche anno fa. Non si tratta di un episodio molto grave e non ha avuto eco sulla stampa ma potrebbe essere utile la lettura.  Questo è il link .


Articolo proposto da Domenico Ciardulli

martedì 14 maggio 2013

Come proteggersi da un uomo impazzito?



Potrebbe accadere davanti ai nostri occhi. Quando meno ce lo aspettiamo. In pieno giorno, in un quartiere tranquillo di Milano, di Roma o in un qualsiasi piccolo centro della penisola.
 Potrebbe accadere che un uomo si trasformi in una furia omicida per i più svariati motivi, psichiatrici, sostanze stupefacenti, forte disagio psicoemotivo ecc. 
 Ad esempio, sabato scorso a Milano, un uomo armato di bastone, e poi di piccone, ha colpito indisturbato le persone che incontrava per strada uccidendone due e ferendone gravemente altre. Per oltre un'ora nessuno tra le prime vittime è riuscito a comporre un numero di pronto intervento. E' plausibile che la vittima di un attacco così imprevedibile, dopo un forte improvviso colpo contundente, possa perdere temporaneamente la capacità di reagire razionalmente. Dice infatti lo psichiatra Vittorino Andreoli che "chi corre un pericolo mortale si concentra solo sulla sua sopravvivenza, non pensa a nient'altro perchè quando c'è di mezzo la vita prevalgono le dinamiche animali." 
 Ma in una città popolosa come Milano non c'era nessuno che abbia visto quanto accadeva attraverso le finestre della propria abitazione o attraverso i finestrini della propria automobile?
 Lo stesso Andreoli non crede a questa ipotesi e sospetta che "troppi abbiano visto e voltato lo sguardo da un'altra parte".
 spiegando tale fenomeno con la perdita del senso sociale: "Viviamo nella società dell'io, incapaci di capire che l'io sta bene solo se gli altri stanno bene". Secondo il noto psichiatra Andreoli "quello che è successo a Niguarda non va affrontato pensando solo alle sei persone coinvolte ma guardando in faccia la collettività e i suoi principi". 
 Ma come ci si può proteggere da episodi di questo genere? 
 Il sociologo Aldo Bonomi riassume con questa frase un concetto fondamentale: "Se non c'è una comunità di cura rimane solo quella del rancore".
 Certamente la premessa importante è il superamento dell'idea che il bene individuale sia antitetico al bene comune e che le mura domestiche siano il posto più sicuro per sfuggire al pericolo. Non è possibile evitare che si ripetano altri episodi di follia omicida ma prevenire è possibile, così come è possibile anche limitare i danni di eventi imprevedibili. 
 Proviamo a lanciare alcuni elementi di riflessione da cui partire per rendere più sicure le nostre città e i nostri quartieri:
 1) Immaginandosi il quartiere di una grande metropoli, sarebbe auspicabile non girarsi dall'altra parte di fronte ad episodi di estremo disagio, di degrado o di violenza potenziale o manifesta e non girarsi dall'altra parte di fronte a richieste di aiuto. 
 Condividere con altri, con i vicini di casa, comitati, parrocchie e con i gestori di locali pubblici i problemi che si verificano in una strada, in un parco, in un cantiere abbandonato al fine di stimolare gli enti locali e le associazioni attive sul territorio a prestare soccorso verso sofferenze legate a bisogni primari frustrati e insoddisfatti.
 2) Rafforzare i legami di comunità. In un territorio dove si perde completamente l'identificazione nel bene comune e nelle ragioni della collettività nessuno potrà ritenersi al sicuro. 
 Mettersi assieme per fare rete, tra gruppi di cittadini, associazioni, comitati. Un associazionismo vero, orientato a costruire iniziative per migliorare la qualità della vita di tutti. Solidarietà comunitaria reale, non finte associazioni che mirano a finanziamenti pubblici sponsorizzando candidati di partito.
 3) Costruire canali permanenti di comunicazione e cooperazione con gli enti locali preposti a fornire risposte sia in termini di assistenza socio-sanitaria sia in termini di ordine pubblico. Elaborare un vademecum da stampare e diffondere nel quartiere con poche istruzioni e recapiti utili.
 4) Creare rete con i gestori dei locali pubblici e commerciali, bar, pizzerie, perche diventino presidi attivi di passaggio di notizie e fungano da catalizzatori per risposte adeguate a situazioni stagnanti di sofferenza. 
 Sono solo alcuni spunti di dibattito per costruire un meccanismo di maggiore tutela della comunità dove si vive. Per generare anticorpi contro questa malattia sociale dell'individualismo che ha reso i "legami liquidi". Per ridare senso alla cosa pubblica e alla relazione tra le persone. 
 Se lo vogliamo i mostri interni ed esterni possono essere neutralizzati.


Domenico Ciardulli
socio Associazione culturale Lucchina e Ottavia

Pubblicato anche su AgoraVox e su openjournalist
  

"Libera Libri" a Torresina con l'associazione "Scaffali"




venerdì 3 maggio 2013

Il nostro Statuto e il modulo di adesione

Ecco il testo del nostro Statuto. Chi volesse aderire all'associazione culturale Lucchina e Ottavia trova in fondo al testo il modulo di adesione che può consegnare presso la sede.


STATUTO 

Articolo 1 – Denominazione, sede, durata 

E’ costituita un’Associazione culturale e di promozione sociale denominata “Lucchina e Ottavia” (qui di seguito, per brevità, “l’Associazione” ).
L’Associazione ha sede in Roma, via della Stazione di Ottavia 73B. Con deliberazione del Consiglio Direttivo la sede sociale potrà essere trasferita altrove, purché nell'ambito del territorio del Comune di Roma.
La durata dell’associazione è illimitata, salvo scioglimento deliberato dall’Assemblea dei soci.

Articolo 2 – Scopi, natura, compiti 

L’Associazione è apartitica e aconfessionale, ha piena autonomia e responsabilità patrimoniale, finanziaria e gestionale della sua attività e di quelle ad essa collegate, e non ha scopi di lucro.
L’Associazione è composta da persone che condividono valori di pace, di solidarietà sociale, di  conoscenza e di senso civico.
L’Associazione nasce con l’obiettivo di promuovere e tutelare la partecipazione attiva dei cittadini  alla vita civile, culturale e sociale del territorio.  L’Associazione potrà quindi operare nelle periferie cittadine e  nei quartieri degradati, collaborando con scuole, centri sociali, istituzioni pubbliche e private, associazioni laiche, religiose ed enti morali, al fine di perseguire gli scopi sociali.
Per il conseguimento di tali finalità, l’Associazione intende promuovere incontri, riunioni, manifestazioni pubbliche, iniziative culturali, turistiche, di spettacolo, ambientali, assistenziali, di studio e di ricerca, ed in genere tutte le attività atte a soddisfare le esigenze di partecipazione democratica, conoscenza e ricreazione dei soci, quali a titolo esemplificativo e non esclusivo le seguenti:
A.            Diffusione della cultura teatrale, musicale, cinematografica, didattica, pedagogica attraverso: produzione e rappresentazione di spettacoli teatrali, musicali e di audiovisivi in video digitale e in pellicola, corsi e laboratori di formazione artistica,  dibattiti, seminari, convegni, manifestazioni,  studi e ricerche, anche in collaborazione con altri soggetti.
B.            Attività artistiche rivolte anche ai soggetti deboli, in particolare indirizzate agli istituti che curano l’infanzia, anziani , disabili, le istituzioni carcerarie e per il recupero dei minori.
C.            Collaborazioni con associazioni di volontariato, strutture mediche ed enti ospedalieri.
D.           Formazione.
E.            Collaborazione cogli enti pubblici partecipando attivamente alle forme decentrate di gestione democratica del potere locale, ai consigli di scuola e di istituto ed altre entità;
F.             Gestione d’impianti sportivi e di altre strutture idonee, organizzando esclusivamente per i soci e loro ospiti servizi accessori quali la somministrazione di bevande e ristorazione, curandone direttamente o indirettamente la gestione.
G.      Organizzazione e/o partecipazione a mostre, eventi culturali e altre forme a sostegno dello sviluppo dell’arte.
H.           Stampa e diffusione di pubblicazioni editoriali, produzione di comunicazioni multimediali audio e video.
I.             Promozione della cooperazione e dello sviluppo culturale in favore di altre popolazioni.
J.             Organizzazione di viaggi culturali, visite guidate in luoghi di particolare valore storico, artistico e ambientale al fine di favorirne l’accesso, la tutela e la conoscenza.
K.            Elaborazione di progetti e promozione di iniziative in tutto il territorio nazionale.
L.            Assistenza sociale e psicologica, di  amicizia e scambio culturale fra i popoli, di solidarietà, di tutela civica dei diritti, dell’ambiente, delle risorse naturali e degli alimenti di qualità.
M.           Realizzazione e gestione di siti internet e reti informatiche.
N.         Svolgere qualsiasi altra attività direttamente o indirettamente collegata agli scopi dell’associazione, senza limitazione alcuna, in Italia o all'estero.
L'Associazione riconosce, garantisce e promuove l’effettività del rapporto associativo secondo quanto stabilito dalla legge e dal presente statuto, assumendo una struttura trasparente e partecipativa. Sono escluse forme temporanee di partecipazione alla vita associativa.
    

Articolo 3 – Organi 

Sono organi dell’Associazione: l’Assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo, il Presidente e il vice-Presidente.
Le cariche sociali possono essere attribuite soltanto a soci e sono ricoperte a titolo gratuito, salva la possibilità del rimborso spese sostenute nell'interesse dell’associazione, secondo- criteri e limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo.

Articolo 4 – Soci fondatori 

Sono soci fondatori coloro che sottoscrivono l’atto costitutivo dell’Associazione.

 

Articolo 5 – Soci ordinari 

Possono fare richiesta di ammissione come soci ordinari le persone con età minima di 18 anni, che condividono gli scopi dell’Associazione, si impegnano a rispettare lo Statuto e le deliberazioni degli organi statutari e versano le quote associative.
Tutti i soci partecipano alle attività dell’Associazione, ricevono le pubblicazioni e le informazioni necessarie per collaborare all’attuazione degli scopi sociali.
L’ammissione decorre dalla data di deliberazione del Consiglio Direttivo. S’intende accettata la richiesta d’iscrizione che non sia stata respinta dal Consiglio Direttivo entro 15 giorni dalla sua presentazione, con deliberazione che sarà insindacabile, purché motivata e comunicata per iscritto all’interessato.
                                           

Articolo 6 –Diritti e doveri dei soci 

La quota associativa a carico dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo.  La quota è annuale e non è restituibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.
I soci hanno diritto:
a) di partecipare e votare alle Assemblee, purché siano in regola con il pagamento della quota annuale;
b) di conoscere i programmi con i quali l’Associazione intende attuare gli scopi sociali;
c) di partecipare alle attività promosse dall’Associazione, contribuendo altresì alla loro programmazione e organizzazione;
d) di recedere dall’Associazione in qualsiasi momento, senza oneri per l’Associazione.
I Soci sono obbligati:
a) ad osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
b) a pagare la quota associativa;
c) a svolgere le attività preventivamente concordate;
d) a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Associazione.
I soci cessano di appartenere all’Associazione:
a) per dimissioni, comunicate per iscritto al Consiglio Direttivo;
b) per mancato versamento della quota associativa e degli eventuali contributi straordinari;
c) per morte;
d) per esclusione determinata da gravi inadempienze alle norme statutarie o da comportamenti ed atti incompatibili con le finalità dell’Associazione.
Nel caso previsto dalla lettera d) del precedente comma l'Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo e sentito il Collegio dei Probiviri se nominato, delibera l'esclusione del socio qualora sussistano gravi motivi. Il socio escluso può ricorrere all'Autorità Giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione dell'assemblea.

Articolo 7 - Assemblea dei soci 

L'Assemblea legalmente convocata e costituita rappresenta la generalità dei soci e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, vincolano tutti i soci, compresi gli assenti e i dissenzienti.
L’Assemblea approva le linee guida dell’attività dell’Associazione ad essa proposte dal Consiglio Direttivo nel quadro delle finalità previste dallo Statuto ed è convocata dal Consiglio Direttivo, il quale ne determina luogo, data, ora ed ordine del giorno.
L’Assemblea nomina il Consiglio Direttivo, approva il bilancio consuntivo, le modifiche statutarie ed ogni altro argomento ad essa sottoposto dal Consiglio Direttivo.
L’Assemblea si riunisce nella sede sociale o in altra sede, indicata nell’avviso di convocazione, almeno una volta all’anno, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per la discussione della relazione annuale sull’andamento della gestione e per l’approvazione del bilancio.
L’Assemblea è inoltre convocata ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno, o quando almeno un decimo dei soci ne faccia domanda al Presidente per iscritto, indicando gli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. In questo caso la riunione deve essere indetta entro 30 giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta.
L'avviso di convocazione è validamente effettuato almeno 10 giorni prima dell'Assemblea, mediante pubblicazione sul blog dell’associazione “http://comitatolucchinaeottavia.blogspot.com” alla cui consultazione periodica i soci sono sempre tenuti. In caso di inaccessibilità al blog saranno valide le convocazioni fatte tramite affissione di avviso presso la sede sociale e/o comunicazione via email oppure sms.  

Le riunioni sono valide quando siano presenti, personalmente o per delega,  almeno un decimo dei soci.
Nelle assemblee le votazioni si fanno di norma per alzata di mano ed a scrutinio palese, ovvero con altre modalità stabilite dal Presidente, incluso lo scrutinio segreto, in apertura di seduta.
Ogni socio dispone di un voto da esprimere personalmente e di un massimo di altri due voti per specifica delega scritta di soci impossibilitati a partecipare.
Le delibere dell’Assemblea sono prese a maggioranza semplice dei voti espressi dai presenti, ad eccezione delle delibere aventi ad oggetto le modifiche statutarie e lo scioglimento della Associazione, per le quali è richiesta una maggioranza qualificata di due terzi dei presenti. Nelle votazioni a maggioranza semplice, in caso di parità prevale il voto del Presidente.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono riportate in un verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario, nominato dall’Assemblea, che lo redige.
Le deliberazioni dell'Assemblea ed i bilanci da essa approvati sono trascritti nell'apposito libro tenuto a cura di chi svolge la funzione di Tesoriere. A richiesta scritta, i soci hanno diritto a prenderne visione gratuitamente entro 15 giorni, ed ottenerne estratti su supporto cartaceo a proprie spese ed a cura di chi svolge la funzione di Tesoriere.

Articolo 8 – Consiglio Direttivo 

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea previa determinazione del numero dei suoi componenti, ed è composto da un minimo di tre sino ad un massimo di cinque membri, dei quali almeno  uno è scelto tra i soci fondatori.
Per il primo triennio, i membri del Consiglio direttivo e le relative cariche sono determinati dai soci fondatori in sede di atto costitutivo dell’Associazione.
Il Consiglio direttivo è composto dal Presidente, da un vice-Presidente e da un numero di altri consiglieri variabile da un minimo di uno ad un massimo di tre.
Il Consiglio direttivo attribuisce e revoca la funzione di Tesoriere dell’Associazione al Presidente oppure ad uno dei membri del consiglio direttivo, ovvero ad un socio che ne abbia le competenze, o, ricorrendone la necessità e la possibilità economica, ad un professionista esterno.
I membri del Consiglio direttivo sono eletti per un periodo di tre anni e sono rieleggibili.
In caso di dimissioni di consiglieri, prima della scadenza del mandato il Consiglio Direttivo ha la facoltà di sostituirli per cooptazione; i Consiglieri così nominati restano in carica sino alla prima Assemblea utile, che dovrà provvedere all’integrazione del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, o quando ne sia fatta richiesta da un membro.
La convocazione è fatta mediante invio di messaggio contenente la data, il luogo, l'ora e l'ordine del giorno, da comunicare per posta elettronica oppure per sms almeno cinque giorni prima della riunione a ciascun Consigliere. Nei casi di urgenza il termine per la comunicazione dell'avviso di convocazione è ridotto a due giorni.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito, anche in assenza di formale convocazione, qualora siano presenti tutti i Consiglieri.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide quando sia presente la maggioranza dei membri del consiglio in carica. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio Direttivo delibera sull’ammissione di nuovi soci; predispone su proposta del Presidente i programmi di attività dell’Associazione, la costituzione di eventuali commissioni di studio o di lavoro, delibera l’affidamento di eventuali incarichi in determinate materie; controlla e attua l’esecuzione delle delibere prese dall’Assemblea; approva, su proposta di chi svolge la funzione di Tesoriere, il bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea dei soci e determina l’importo della quota associativa.

 

Articolo 9 – Presidente 

Il Presidente è eletto tra i membri del Consiglio Direttivo nella prima riunione utile dopo quella dell’Assemblea che ha nominato il Direttivo stesso.
Il Presidente è il rappresentante legale dell’Associazione, è responsabile dell’esecuzione delle delibere del Consiglio direttivo e dell’Assemblea. Egli può delegare procuratori per determinate materie o singoli atti. Il Presidente è responsabile del buon andamento e della regolarità della gestione finanziaria e amministrativa dell’Associazione. Egli ha facoltà d’incassare le quote associative e le erogazioni liberali, aprire e chiudere conti correnti anche in modalità “web banking” e compiere a firma singola qualsiasi operazione sugli stessi, tenere i rapporti con le banche e i fornitori in genere, svolgere tutti gli atti di amministrazione occorrenti per il funzionamento dell’Associazione, tenere i libri contabili e predisporre il bilancio consuntivo.
Per il primo triennio, il Presidente è indicato nell’atto costitutivo.

Articolo 10 – Vice Presidente 

Il Vice Presidente è eletto  tra i membri del Consiglio Direttivo nella prima riunione utile dopo quella dell’Assemblea che ha nominato il Direttivo stesso, ed ha il compito di sostituire il Presidente nell’esercizio di ogni sua funzione, in caso di sua assenza o impedimento.
Per il primo triennio, il vice Presidente è indicato nell’atto costitutivo.

Articolo 11 – Esercizio sociale e bilancio 
L’esercizio sociale ha inizio l’1 gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Qualora il bilancio consuntivo non chiuda in pareggio, la differenza positiva o negativa dovrà essere riportata a nuovo, ovvero destinata, o coperta, a seconda dei casi, tenuto conto delle proposte formulate dal Consiglio Direttivo all'Assemblea.
E' vietato distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. 

Articolo 12 – Entrate 

Le entrate dell'associazione, da impiegarsi in via esclusiva per il raggiungimento degli scopi sociali, sono costituite:
a)      dalle quote associative annuali a carico dei soci ordinari, determinate dal Consiglio Direttivo;
b)      dai contributi di soggetti non soci, siano essi società, enti o persone, che intendano sostenere l'associazione;
c)      dai proventi ordinari e straordinari di qualsiasi specie ed a qualsiasi titolo derivanti dalle attività dell’associazione.
Le quote di  cui alla lettera a) sono incedibili e intrasmissibili ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte richiesti dagli aventi diritto nel corso dell'anno sociale, ed una volta versate non sono rimborsabili né  rivalutabili. Ai soggetti di  cui alla lettera b),  con delibera del Consiglio Direttivo possono essere concessi riconoscimenti ed è attribuita la qualifica di “Sostenitori dell’Associazione”, valida per un anno a decorrere dal versamento del contributo.


Articolo 13–  Collegio dei Probiviri 
Il Collegio dei Probiviri può essere eletto dall’assemblea ed è composto da tre soci, aventi il compito di riesaminare le deliberazioni del Consiglio Direttivo, ed in genere di dirimere le eventuali controversie tra i soci, ovvero tra i soci e l’Associazione od i suoi organi sociali, decidendo secondo equità con provvedimento motivato, con effetti vincolanti per l’Associazione, gli organi sociali ed i soci.
I Probiviri restano in carica per un triennio salvo dimissioni o revoca dell’incarico, deliberata dall’Assemblea per giustificato motivo, e sono rieleggibili.
I Probiviri eleggono tra loro un Presidente, cui compete di disciplinare il  funzionamento del Collegio.
 
Articolo 14 –  Scioglimento e liquidazione 
Lo scioglimento dell'associazione è deliberato su proposta del Consiglio Direttivo dall’Assemblea. In caso ci siano beni patrimoniali da liquidare, il Consiglio direttivo nomina uno o più liquidatori fissandone poteri ed eventuali compensi.
Ai liquidatori e' fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell'associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della L. 23.12.1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
 
Articolo 15 –  Norme applicabili 
Per quanto non previsto dal presente statuto, l’Associazione è disciplinata dalle norme del Codice Civile in tema di “associazioni non riconosciute.”
Letto, approvato, sottoscritto.
  

MODULO DI ADESIONE


Al Presidente dell’Associazione culturale
“Lucchina e Ottavia”
Sede 

Il sottoscritto……………………………………… nato a ………………….. e

residente a ……………………. in via……………………………………………,

email.....................................    tel............................

avendo preso visione dello Statuto e condividendone i fini, l’oggetto sociale e le norme interne,
 CHIEDE 
di essere ammesso in qualità di socio all’associazione culturale Lucchina e Ottavia.
 Si impegna ad osservare lo Statuto dell’associazione stessa.

Autorizza il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003.

Roma lì  ………….
In fede