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martedì 17 gennaio 2017

E' morto Cardani, custode dell'Ipogeo degli Ottavi

Ieri sera è venuto a mancare Manfredi Cardani, uno dei personaggi che rappresentano la memoria storica del quartiere di Ottavia. 
Era molto conosciuto per la nomina, ricevuta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, di "custode dell'Ipogeo degli Ottavi", sito archeologico scoperto sotto il suo villino, in via della Stazione di Ottavia 73.

Era solito raccontare una storiella divertente, ironizzando sul fatto di aver scoperto che nel terreno acquistato a Ottavia dalla sua famiglia, e dove avrebbero costruito la loro casa, c'era un accesso ad un sotterraneo che decise di esplorare insieme ad un amico: scesero piano piano nel buio profondo scivolando qua e là, fin quando qualcosa di viscido e scivoloso avvolse la caviglia del ragazzo che lo accompagnava...avevano sentito dire che in quell'anfratto aleggiavano anime antiche e fuggirono in preda al panico. 
Ma erano troppo giovani per non cedere alla curiosità di sapere cosa li avesse sfiorati... tornarono giù con luce di un accendino e scoprirono che era tubo di caucciù, avvolto come fosse un serpente in un mare di preservativi (si può dire?) ... in quel vano oscuro, arredato da antichi sarcofaghi, incuranti degli spiriti etruschi o romani, molte persone facevano l'amore...

Ma è sempre bene menzionare la storia di questo sito archeologico: 
Sotto il Villino Cardani, via Stazione di Ottavia 73, si conserva l’Ipogeo degli Ottavi, scoperto intorno al 1920, durante l’edificazione della periferia attorno al km. 9 della via Trionfale: il nuovo quartiere fu chiamato Ottavia in memoria dei personaggi di cui erano state rinvenute le sepolture all’interno dell’Ipogeo e i cui nomi erano incisi sui rispettivi sarcofagi: Octavia Paolina, suo padre Octavius Felix, ed altre due congiunte.
L’ipogeo fu costruito intorno ai primi del III sec. d.C., asservito ad alcune ville rustiche del circondario, caratterizzato da una monumentalità che si addiceva alla posizione sociale del proprietario. La stanza sepolcrale era preceduta da un vestibolo affrescato con motivi geometrici, a cui era collegato un lungo dromos (corridoio) d’accesso scavato nel tufo, di cui si conserva ancora il pavimento in mattoncini ad opus spicatum.
Contrariamente alle aspettative di Octavius, che sicuramente pensava di seppellire i familiari in ordine di anzianità, l’ipogeo accolse per prima la sua “dolcissima” e “carissima” figlioletta, tanto che la decorazione interna della tomba era un vero e proprio inno alla bimba, morta a soli sei anni. Octavia Paolina fu deposta nella nicchia in asse con l’ingresso, in un sarcofago con la cassa decorata da scene di competizioni agonistiche fra bambini.
Al mondo infantile è ispirato anche l’affresco dell’arcosolio, conservato oggi al Museo Nazionale Romano, su cui campeggia uno scorcio dei Campi Elisi popolato da bimbi intenti a giocare e a cogliere rose gigantesche, al cospetto di Ermes (dio dei morti); il motivo delle rose ricorre anche sulla parte alta delle pareti, a cui si contrappongono, inferiormente, la zoccolatura dipinta a finto marmo ed il mosaico pavimentale bianco, circoscritto da una doppia banda nera.
Altre due spoglie femminili furono accolte nelle nicchie laterali, entro raffinati sarcofagi decorati con scene marine: un’allusione al viaggio verso l’aldilà. Octavius Felix fu sepolto al centro della stanza ipogea, in un semplice sarcofago strigliato con tabella che riporta il suo nome e quello del liberto che pietosamente si occupò dell’inumazione. Si tratta dell’unico sarcofago ancora conservato nell’ipogeo; quello di Paolina si trova oggi a Milano, in una collezione privata; uno dei due sarcofagi con scene marine è al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, mentre l’altro si trova in un corridoio presso il Ministero della Pubblica Istruzione.



2 commenti:

  1. L'amore dei nonni non si dimentica mai
    ciao Manfredi "DA SEMPRE TI SENTO VICINO ANCHE ADESSO CHE NON CI SEI"
    Ti vogliamo tanto bene
    Ahmed Soliman
    Mohsen Soliman

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    Risposte
    1. L'amore genuino produce benedizioni a beneficio dell'umanità...grazie Ahmed e Mohsen per aver condiviso un sentimento filiale autentico, per l'amico di cui anche noi serbiamo un ricordo affettuoso.
      Un abbraccio...

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